E dove altro dovremmo andare?

C’è un aspetto, nella storia del matrimonio tra due uomini che è stato riconosciuto dal tribunale di Grosseto, che mi ha colpito particolarmente.

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Non è tanto nella storia in se, visto che probabilmente la decisione non è legittima. Dico questo perché un atto legale straniero deve essere riconosciuto valido in Italia dopo verifiche normative.

Pensiamo alle lauree. Molte nazioni le vendono letteralmente, e mandano bei fogli di carta con tanto di bolli e firme. Ovvio però che l’Italia non può riconoscerne il valore legale qui solo perché sono valide nell’altro stato. Va fatto un percorso di verifica della serietà dell’atto e di ratifica della validità del titolo. A maggior ragione se è una cosa che, piacente o meno, va contro il nostro attuale ordinamento legale.

Non è questo il punto. Il punto è stata la reazione della CEI, anzi andando ancora più in dettaglio le parole utilizzate nella reazione della CEI.

Hanno detto infatti

Il tentativo di negare questa realtà per via giudiziaria rappresenta uno strappo, una pericolosa fuga in avanti di carattere fortemente ideologico.

Tralascio che la realtà è quella per loro, ora non so se le parole sono state dette d’impeto o pensate.
In ogni caso è molto interessante il loro uso.

Perché quello che mi sono chiesto è: se non dovremmo andare avanti, dove altro dovremmo andare?

C’è da capire quindi i vescovi cosa intendono per fuga in avanti.

Sì perché se è una cosa per loro positiva, allora in quelle parole c’è l’accettazione di un naturale (e non uso questa parola a caso…) progresso dei diritti civili di tutte le nazioni che si dicono, almeno a parole, democratiche.

Se è una cosa negativa, allora loro si mostrano come una forza non conservatrice (cioè che mira al mantenimento dello status quo attuale), ma addirittura retrograda, cioè che vuole tornare indietro. Alla messa in latino, ma anche al delitto d’onore, al matrimonio riparatore, all’aborto fatto dalla vecchia del paese con un asciugamano e una stampella di ferro.

Spero vivamente che sia la prima di queste ipotesi. Perché è avanti che dobbiamo andare, e prima o poi, nonostante la loro resistenza, ci arriveremo.

Dove altro dovremmo andare se no?

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