Uno su otto

Business Insider ha pubblicato un articolo-scheda molto interessante sul re degli hamburger (quello vero): 18 Facts About McDonald’s That Will Blow Your Mind.

McDonald's Logo

L’articolo, come gli altri pubblicati da BI, non si focalizza sui soliti numeri su quanti panini assemblano o quanto sale c’è nelle patatine per farti comprare più bibite annacquate.
Da invece numeri molto interessanti sul giro d’affari aziendale e soprattutto sul numero dei lavoratori, e loro tipologia.

Il fatto che ha davvero “blew my mind” è stato questo:

According to company estimates, one in every eight American workers has been employed by McDonald’s

Questo dato, unito a quello che il turnover annuale in USA dei lavoratori McDonald’s è del 150%, è estremamente significativo di come funzionano le cose.
Anzi è il dato che ci mostra come il dinamismo sia uno dei fattori chiave della prima economia del mondo. E non a caso.

Perché dire che un lavoratore americano su otto ha messo la verdura sui Big Mac vuol dire che fare quel lavoro è utilissimo per entrare in un’ottica lavorativa il prima possibile, esattamente come si diceva qui l’altra volta, e anche che il mindset di chi fa quella scelta non è certo quello di restare lì a vita (almeno non tutti). Ma solo di iniziare a capire le logiche di un ambiente che prenderà gran parte della propria vita, e che permetterà di poter fare delle scelte indipendenti.

Ci guadagnano anche loro? Ma certamente, il dato del turnover lo dimostra. Del resto non puntano ad un lavoro altamente qualificante, ma che sia efficiente, a basso costo e in gran numero per far fronte alle richieste dei clienti.

Conosco diverse persone che hanno lavorato lì, magari proprio come primo lavoro, e con soddisfazione. Anche perché da quel tipo di lavoro si capiscono molte cose, essendo a contatto con la clientela e con standard qualitativi molto alti. Ma conosco anche gente che “non ci metterei mai piede”.

Senza entrare nel merito qualitativo (ma ne parlerò, fa parte del quadro generale), è evidente come aziende di questo tipo possano essere molto utili come strumento di supporto ad un necessario cambiamento di mentalità, che non può più essere quella dei trentamila ai concorsi all’Ergife.

Invece qui gli facciamo la guerra da venticinque anni, o siamo contenti quando chiude.

Aggiornamento: Daniele su Facebook mi suggerisce un bell’articolo del Sole che descrive dall’interno il funzionamento e i livelli qualitativi di un McDonald’s. Lo segnalo perché è significativo di quanto effettivamente è possibile imparare partendo proprio dal cuocere gli hamburger.

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